Uscita di sicurezza

8 3 2007

Il Sindacato degli Studenti a Galan sull’Esu: «Basta scherzare sulla nostra pelle»

Filed under: Politica universitaria - uscitadisicurezza @ 2:10

Il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan è un uomo spiritoso. Ama le battute e non perde occasione per scherzare con tutti.
Ogni anno, ad esempio, scambia l’aula magna del Bo per il palco di un cabaret, e annuncia col sorriso sulle labbra che, dopo anni di commissariamento, l’Esu ha un nuovo presidente. Il nome cambia ogni anno, ma la sostanza resta la stessa: puntualmente nessun presidente viene nominato, puntualmente si continua la serie dei commissari.
Il gioco è bello quando dura poco, signor Galan. L’Esu dovrebbe occuparsi di tutelare il diritto allo studio, e invece resta schiavo della lottizzazione fra i vari partiti della destra. Anche il nuovo nome annunciato ieri, infatti, è un ex parlamentare della Lega, Flavio Rodeghiero.
Finché ai commissari non succederà un vero organo di governo come il Cda, non entreranno in carica i rappresentanti degli studenti e resterà inascoltata la voce di chi davvero usufruisce di mense, case dello studente, borse di studio.
Forse questo fa a comodo a gente come Galan e l’assessore Donazzan, che, schiavi dell’ideologia razzista, continuano a discriminare gli studenti extracomunitari, a cui è riservato solo il 3% delle borse, a prescindere da reddito e merito, che dovrebbero essere gli unici criteri.
E forse le sterili polemiche sul fantomatico «politecnico», che esiste ed esisterà solo a livello di propaganda, divertono Galan e il ministro Mussi.
Ma certamente non divertono gli studenti universitari, che si ritrovano ancora una volta beffati dai continui annunci ad effetto di chi considera il diritto allo studio una barzelletta.

Il comunicato di ieri per Mussi e Galan: «rispettare gli impegni»

Stamattina in occasione dell’inagurazione dell’anno accademico i rappresentanti de Il Sindacato degli Studenti hanno disertato la cerimonia ufficiale per partecipare a un presidio informativo di fronte al Bo’.
A differenza dei gruppetti giovanili della destra, che, completamente assenti dall’università per tutta la durata del governo Berlusconi, ora strumentalizzano gli studenti a fini propagandistici, noi da sindacato continuiamo a presentare le nostre critiche e le nostre proposte a prescindere dal colore politico di chi governa.
Quello che chiediamo, sia alla Regione di centrodestra sia al governo di centrosinistra, è il rispetto degli impegni presi.
Galan deve decidersi a nominare un presidente per l’ESU, un ente che, invece di occuparsi delle sue funzioni di tutela del diritto allo studio, resta schiavo della lottizzazione fra i vari partiti della destra. Finché ai commissari non succederà un vero organo di governo come il Cda, non entreranno in carica i rappresentanti degli studenti e resterà inascoltata la voce di chi davvero usufruisce di mense, case dello studente, borse di studio. Invece di preoccuparsi di garantire il diritto allo studio, Galan e la Donazzan, schiavi dell’ideologia razzista, continuano a discriminare gli studenti extracomunitari, a cui è riservato solo il 3% delle borse, a prescindere da reddito e merito, che dovrebbero essere gli unici criteri.
Al ministro Mussi, membro di un governo il cui programma prometteva finalmente attenzione all’università, agli studenti e al diritto allo studio, chiediamo di rispettare quelle promesse. Dopo la vergogna delle borse di studio 2005/2006, assegnate con un anno di ritardo dopo 4 graduatorie, è ora che si mantenga l’impegno preso ormai da 6 anni di pagare subito le borse a chi ne ha diritto, in un’unica graduatoria, in modo che siano vere borse di studio e non rimborsi spese.
Al rettore Milanesi, che in autunno aveva annunciato che non avrebbe invitato ministri per protesta contro il decreto “taglia spese” (Visco-Bersani), chiediamo il perché di questo dietro front. Il decreto taglia ulteriormente il già provato bilancio degli atenei italiani, e il rettore, che lo sa, dovrebbe chiedere un cambio di rotta invece che farsi bello col ministro di turno.

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