CPO: to be or not to be?
Il fantasma del Comitato Pari Opportunità dell’Università di Padova
L’espressione “Comitato Pari Opportunità” (chiamato affettuosamente CPO) indica attualmente un’entità astratta all’interno dell’Università degli Studi di Padova, entità, tra l’altro, di cui spesso si sa poco. Ma allora: che significano le parole “comitato”, “pari” e “opportunità” e di cosa si occupa?
Parlare della storia del Comitato vuol dire fare il cosiddetto tuffo nel passato, ma anche immaginare la possibilità di un futuro: insomma, bisogna innanzitutto partire dall’inizio.
C’era una volta Margherita Masignani eletta nel 2004 membro del Comitato in qualità di rappresentante degli studenti per la lista Il Sindacato degli Studenti. Le allegre comari della comitiva, composta su base paritetica da esemplari femmine di docenti, di personale tecnico amministrativo e di studenti erano in tutto 12 e pronte a battagliare per perseguire gli obiettivi del comitato, garantendone l’operatività.
Infatti, già nel 2001 è stato stilato un Piano di Azioni Positive, presentato al Rettore e valido fino al 2003, in cui ci si impegnava a descrivere che tipo di azioni concrete si sarebbero messe in atto, sia per studentesse/studenti, sia per il personale tecnico amministrativo che per i/le docenti.
Perché Comitato?
Il CPO è un comitato, cioè non è un organo di Ateneo: ciò significa che non dovrebbe dipendere dalle influenze/ingerenze provenienti dal Rettore o dagli organi maggiori, nonostante collabori con i Servizi dell’Amministrazione Centrale e debba presentare annualmente una scheda obiettivi in cui dichiara che tipo di attività svolgerà durante l’anno, che dovrà essere approvata dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione dell’Università.
Perché Pari Opportunità? Perché compito del Comitato è garantire le pari opportunità tra uomini e donne nell’Ateneo, affinché non si sviluppino discriminazioni di genere soprattutto nell’ambito lavorativo, per quanto sta alla divisione del lavoro e ai ruoli di responsabilità, valorizzando le attitudini professionali del personale femminile.
In quest’ottica, presso la sede del Comitato, (via VIII febbraio 1848, n. 2 - cortile nuovo di Palazzo del Bo) è stato attivato uno sportello di ascolto a cui è possibile segnalare i problemi o le discriminazioni che emergono nell’ambito della propria vita professionale e di studio. Lo sportello è aperto il lunedì e il venerdì dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e per fissare un appuntamento basta telefonare al numero 049 827 3166, lasciando un messaggio nella segreteria telefonica, oppure scrivere all’indirizzo di posta elettronica: ascolto.cpo@unipd.it .
Il Comitato promuove anche altre attività, tra cui: le pubblicazioni I quaderni del Comitato Pari Opportunità, scritti da docenti, studentesse ed esperte che si preoccupano di approfondire le tematiche care al Comitato, per fare qualche titolo: “Politiche di pari opportunità - Un corso di base per affrontare il mondo dei lavori” e “Donne e scienza. Il genere in scienza e ingegneria: testimonianze, ricerche, idee e proposte”. E’ possibile richiedere gratuitamente i libri mandando un’e-mail a cpo@unipd.it, indicando un indirizzo a cui farli recapitare.
E’ inoltre ancora attiva la collaborazione con il CIRSSI (Centro Interdipartimentale di Ricerca e Servizi per gli Studi Interculturali) per l’iniziativa Immaginafrica, progetto che tramite cineforum, seminari, mostre, vorrebbe promuovere la conoscenza del mondo africano.
Il Comitato promuove inoltre dal 2003 il corso “Politiche di Pari Opportunità”, rivolto a tutti gli studenti delle lauree triennali per una durata di 30 ore con relativa assegnazione di 4 crediti formativi. Ad esso si è aggiunto un ulteriore percorso formativo:“Donne Politica e istituzioni” che, realizzato in collaborazione con il Ministero per le Pari Opportunità e la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione in diverse università italiane, ha coinvolto molte studentesse e docenti nell’approfondimento dei temi relativi alla partecipazione delle donne e alla loro scarsa presenza nei luoghi decisionali della politica.
Con il progetto “Tesi di laurea”, inoltre, il Comitato ha proposto la pubblicazione di abstract di tesi di laurea, prodotte all’interno dell’ateneo, che abbiano valorizzato la dimensione di genere o trattato tematiche vicine alle pari opportunità, con lo scopo principale di contribuire ad incentivare studi sull’argomento.
Dal Giugno 2004, poi, è stata istituita la figura della Consigliera di Fiducia del Rettore, prevista dal Codice di condotta dell’Università degli Studi di Padova, sulla base di un testo elaborato e proposto da un gruppo di ricerca della Facoltà di Psicologia, coordinato dalla Prof.ssa Maria Chiara Levorato e dal Comitato per le Pari Opportunità dell’Università.
La Consigliera di Fiducia si occupa di fornire consulenza e accompagnamento nelle situazioni in cui possono essere riconosciute molestie sessuali o morali. L’ufficio della Consigliera di Fiducia è ubicato presso Palazzo Storione (riviera Tito Livio, 6 - V piano), numero verde tel. 800 425 543.
Infine: progetto “STU.FI: studenti con figli”. Progetto che nasce dall’esigenza di conoscere una popolazione studentesca spesso nascosta, che vive al contempo i problemi dello studente e i problemi della genitorialità; il Comitato Pari Opportunità si è avvalso della collaborazione di due stagisti di statistica per elaborare un’indagine-monitoraggio su un campione di studenti con figli, con l’obiettivo di sviluppare un Piano di Azioni Positive (PAP) e una strategia di sostegno per tutelare questi studenti. Il PAP per gli studenti con figli, elaborato da Margherita Masignani, prevede:
1- Sospensione dell’obbligo di pagamento delle tasse universitarie per un anno, usufruibile nei primi tre anni accademici dalla nascita del figlio/a o di adozione, per genitori (uomini o donne) che decidano di sospendere temporaneamente gli studi.
2- Esenzione dal pagamento di una quota di tasse universitarie corrispondente a cinque mesi di congedo obbligatorio per gli studenti che non desiderino sospendere gli studi, usufruibile in un periodo compreso tra l’inizio del periodo di gravidanza ed i 5 mesi successivi al parto.
3- Per i genitori single con figlio/a non riconosciuto/a dal partner garanzia di precedenza nell’accesso ai servizi e alle agevolazioni.
4- Agevolazioni in ambito didattico (es. sospensione dall’obbligo di frequenza, orari e date alternativi per le lezioni e per gli esami, azioni di mentoring e tutorato dopo il rientro dal parto, ecc.), concordate con i Presidi delle diverse Facoltà.
5- Istituzione di un Fondo appositamente destinato agli studenti con figli con reddito basso e situazioni particolarmente difficili. I contatti avvengono attraverso il Comitato Pari Opportunità, nell’ambito dello Sportello di Ascolto Studentesco (su appuntamento).
6- Creazione di servizi sperimentali di accoglienza, gioco ed attività educative presso alcuni complessi universitari, per facilitare lo studio e la frequenza delle lezioni agli studenti con figli in età prescolare.
7- Costituzione di un’Associazione di Studenti con figli ed apertura di uno sportello Stu.fi, luogo di ascolto, incontro, scambio di informazioni, di appunti e di materiale didattico.
8- Avvio di rapporti convenzionali con esperti e docenti per consulenze su particolari materie o per la risoluzione di problematiche specifiche
Pare insomma che, guardando indietro, il Comitato sia un organismo in movimento che si è dato da fare e ha portato buoni risultati nel miglioramento della vita universitaria. Però, c’è sempre un però di mezzo…il Piano di Azioni Positive 2004-2006 è giunto al termine: e ora che si fa?
Le vecchie componenti del Comitato sono ancora membri effettivi, quando invece si sarebbero già dovute tenere le elezioni per il rinnovo: forse perché ci sono dei ruoli da mantenere a tutti i costi? Forse che le donne al potere tengano alla sedia più degli uomini al potere, in fondo? Le politiche per la pari opportunità hanno insegnato bene la lezione…
E che fine ha fatto il progetto STU.FI? Si parlava della pubblicazione dei materiali raccolti e del PAP, con la messa in pratica dell’iniziativa: di fatto, però, il progetto è congelato. E nel frattempo gli studenti aspettano fiduciosi…
Ancora: nel maggio 2006 ci sono state le elezioni universitarie, sono stata eletta rappresentante degli studenti per il Cpo ma il Comitato non mi ha mai interpellato. Gli altri tre rappresentanti degli studenti sono assenti e…mi sento sola!
Perché un organismo così ben inserito e valido, discrimina la componente studentesca che dovrebbe lavorare al suo interno? Forse dovrò esporre il problema allo Sportello di ascolto del Comitato Pari Opportunità…
Gli sviluppi arriveranno nel prossimo numero.
Valeria Marchi
(rappresentante degli Studenti per il Cpo)
con l’aiuto di Margherita Masignani



