Scusate se esistiamo
Asu sotto sfratto, guerra agli spritz, Pollaio in pericolo:
c’è posto per gli studenti a Padova?
Le strade sono la nervatura dei nostri tragitti, sono il combattimento quotidiano delle nostre biciclette, sono la schiena nuda su cui scivoliamo verso casa a tarda ora.
Padova è la nostra città universitaria, ci ha adottato in case sgangherate sui muri delle quali rimbombano ancora le nostre risate. Ci ha affi dato le sue piazze perché non fossero popolate solo da stampelle e smog ma anche dall’instabile equilibrio dei nostri passi di danza, dei nostri accordi nottambuli.
Questo numero è dedicato agli spazi, a quelli che vorremmo, a quelli che a Padova ci hanno tolto, ai posti sempre più costretti, alle pedate dei potenti, ai nostri fl ussi di coscienza, al vetriolo dei nostri freschi pensieri.
Non è l’inganno che ci persuade. Non siamo i criceti sulla ruota convinti di procedere sempre nel medesimo perimetro di gabbia. Non è far scorrere la stessa scenografi a sullo sfondo sfuocato il modo per avvertire il cambiamento. Le nostre parole sono l’unico espediente per affondare le orme nella sordità della neve.



