L’Università degli Studi di Padova si basa sullo Statuto, si può vedere in esso la Carta Costituzionale sulla quale si fonda il nostro Ateneo.
C’è un organo apposta per modificarlo: il Senato Accademico Allargato, un organo pesante, difficile da convocare composto da una cinquantina di persone (professori, ricercatori, studenti e personale tecnco amministrativo); è giusto che sia così perchè non bisogna prendere con leggerezza eventuali modifiche che colpiscono le fondamenta della nostra Università.
Il Rettore quest’inverno ha manifestato la volontà di sopprimere il Senato Allargato (con la motivazione che le rappersentanze dei prfosessori individuate tra le macroaree non venivano elette per mancato raggiungimento del quorum necessario) e dare di conseguenza il potere di modifiche statutarie al Senato Accademico non allargato.
Noi, rappresentanti degli studenti, ci siamo fin da subito opposti a questa prospettiva perchè il Senato Allargato è garanzia contro provvedimenti che potrebbero stravolgere l’integrità del nostro Ateneo.
Ad aggravre questa situazione è lo stato di proroga del vigente Allargato. Scaduto da diverso tempo, è stata votata una proroga per permettere di aggiungere nello statuto, entro la primavera, l’esistenza della Scuola Galileiana affinchè potesse essere riconosciuta dal Ministero.
Oggi (16 maggio) il Senato Allargato è stato convocato per votare delle modifiche formali (rifermenti noramtivi). Nelle proposta arrivataci via mail era presente anche l’emendamento di soppressione dell’Allargato, ma dopo un nostro intervento apparso sul gazzettino, oggi era scomparso; questo però non ha implicato che non se ne discutesse.




