Uscita di sicurezza

24 4 2006

9-10 maggio, elezioni studentesche

Filed under: Politica universitaria - soupe @ 16:55

Da troppi anni ormai l’Università soffre a causa dei continui tagli governativi ai fondi ad essa destinati, quindi si è costretti a un contorsionismo per riuscire a restare in equilibrio e non cadere rovinosamente a terra.
Purtroppo in questi anni a Padova è mancata la prospettiva per mettere in atto una manovra che permettesse una maggiore stabilità di cassa senza però ledere le tasche degli studenti: qualche anno fa è stato varato un aumento di 100 euro sulla contribuzione studentesca e contemporaneamente si è visto il passaggio dall’ICE all’ISEE che ha decimato la fascia degli idonei per la borsa di studio; ora è passata una delibera che permette alle singole facoltà di decidere un’ulteriore tassazione per finanziare dei progetti per il miglioramento alla didattica (di fatto federalismo fiscale).
E’ palese che questo susseguirsi di manovre dimostra un’inadeguata gestione delle finanze, dato che si ha sempre bisogno di colpire lo studente in prima persona. La gravità del “federalismo fiscale” sta anche nel fatto che non diminuisce il divario tra facoltà “ricche” e “povere”, e anche in questo caso sarebbe stato più sensato rivedere la distribuzione dei contributi studenteschi che avviene a livello centrale, ma per pigrizia e probabilmente per veti incrociati l’Ateneo ha scelto la strada più semplice da percorrere.
E non è un caso che le iscrizioni di studenti fuori regione stiano diminuendo sensibilmente, in barba a tutte le statistiche che vedono Padova ai primi posti in diverse discipline.
Come rappresentanti degli studenti ci siamo sempre opposti a questo tipo di gestione, raggiungendo anche un accordo sugli introiti “extra” che dovevano arrivare dall’aumento di 100 euro che di fatto non era necessario: la commissione preposta alla gestione di quel fondo (formata dai rappresentanti agli organi maggiore) sta analizzando diversi progetti che puntano al miglioramento della condizione studentesca, come sconti su abbonamenti APS e SITA, potenziamento delle biblioteche, maggiori spazi da concedere agli studenti; ma come per magia questo fondo si sta consumando costringendoci così a ridimensionare buona parte dei progetti. Tutto in nome di una gestione che sembra essere prona ai poteri delle facoltà e che considera lo studente un mero contribuente.
Questo rettorato, che si muove imperterrito come una mietitrebbia, in diverse occasioni ha dato dimostrazione del suo essere; cito come esempio significativo la proroga del Senato Allargato. Il Senato Allargato è l’unico organo che può modificare lo Statuto dell’Ateneo, è formato dal Senato Accademico più altri componenti di ogni rappresentanza già presente (altri studenti, tecnici amministrativi…), è in carica per due anni e quando ci siamo trovati a dover mettere allo Statuto la presenza della Scuola Galileiana (affinché il Ministero ci potesse finanziare) siamo stati costretti a prorogare il Senato Allargato poiché era scaduto da diverso tempo, e non si era mai proceduti al
suo rinnovo. Oltre a trovarsi di fronte ad un organo decimato nelle sue presenze (gli studenti non c’erano perchè avevano terminato i loro studi, alcuni direttori di dipartimento non lo erano più), le proposte del Rettore andavano ben oltre la modifica preannunciata, e ha avanzato la proposta di abolire questo organo in modo da facilitare l’iter di modifica dello Statuto. La partita è ancora aperta poiché in prima ripresa la quasi totalità dei presenti non era d’accordo a investire un organo prorogato di tanta responsabilità, ma di fronte a questi ostacoli il Magnifico di certo non si ferma.
Le conseguenze di un provvedimento del genere sarebbero disastrose in primo luogo perchè l’iter di modifica dello Statuto non deve essere semplicistico dato che è la base del nostro Ateneo, e poi perchè le modifiche statutarie passerebbero in seduta congiunta di Senato e CdA al quale partecipa anche una componente esterna dell’università (Camera di Commercio,Governo, Regione, Provincia, Comune), permettendo quindi ingerenze da parte di chi non partecipa attivamente alla vita universitaria.
In certe occasioni invece si è sempre cercata l’unanimità: quando si è parlato di ddl Moratti e ricercatori, il Senato ha sempre voluto dare una risposta forte a tutti gli attori coinvolti; è cominciato con una proroga di una settimana dell’inizio delle lezioni nel 2004, appoggiando anche le lezioni in piazza, ma dopo la miriade di documenti delle CRUI e gli incontri con i parlamentari Padovani un po’ alla volta i toni si sono smorzati fino ad accettare a testa bassa il decreto. Tutto si è svolto altalenandosi tra formalità istituzionale (presa come pretesto) e la presa d’atto dei malumori e delle proteste, la sintesi che ne è uscita non ha mai soddisfatto tutte le componenti coinvolte e, anche se in un primo tempo si preannunciavano delle dure azioni in nome dell’Università, alla fine ci si è ritrovati isolati a rivendicare con fermezza il ruolo centrale che l’Università deve avere nella società italiana.
Il Sindacato degli Studenti continuerà senza abbassare la testa a difendere i diritti degli studenti, come del resto ha sempre fatto, ma c’è sempre più bisogno di una presenza attiva nelle nostre facoltà: purtroppo non ci si può limitare soltanto a dare esami, ma c’è la necessità di persone che siano vigili nel nostro Ateneo, pronti a captare tutti i segnali di degeneramento che ormai investono sempre più di frequente Padova.

1 Comment »

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  1. bleah

    Comment by fioravanti — 9 11 2007 @ 10:37

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