Uscita di sicurezza

26 2 2006

Buono Pulito e Giusto

Filed under: Gastroculture - soupe @ 13:50

Carlo Petrini, classe ’49, è da sempre presidente di Slow Food movimento internazionale che si occupa di gastronomia, anzi ecogastronomia.
All’università di Padova è venuto a presentare il suo ultimo libro “Buono pulito e giusto, principi di nuova gastronomia”: è difficile non restare travolti dalla frenesia del suo esprimersi mentre spiega la base fondante del libro; la gastronomia che descrive si basa su tre principi Buono, un cibo buono da mangiare e buono da pensare, Pulito, cioè sostenibilità della produzione e Giusto, giustizia sociale.
Petrini spiega che la nuova frontiera della gastronomia sta nella biodiversità dei prodotti che devono essere legati al territorio, proprio per questo propone una nuova prospettiva: il governo del limite (slow production), un concetto che va oltre a quello della nicchia (da lui molto osteggiato). Lo spiega con l’esempio del culatello che con l’aumento forzato della produzione esce dai confini geografici tradizionali, perdendo di conseguenza oltre che la tradizione anche le caratteristiche organolettiche precise del culatello: ecco quindi che la produzione ha un limite, e va rispettato.
Poi si concentra sul concetto di gastronomia come scienza multidisciplinare, cita Savarin che già nel XVIII spiega questa teoria, e fa un appello all’università chiedendo che nello studio della gastronomia si valorizzino anche le materie umanistiche: c’è bisogno di un nuovo umanesimo, soltanto in questo modo saremo coscienti del nostro cibo e sapremo valorizzarlo.
Insomma bisogna combattere il fenomeno per il quale i tulipani olandesi vengono fatti crescere in Piemonte, e i peperoni piemontesi li compriamo dall’Olanda.

19 2 2006

Parlamentari&Giustizia

Filed under: Segnali all'orizzonte - aizram @ 16:19

In tempo di elezioni è giusto informarsi un po’…
Date un occhiata qui!


http://www.beppegrillo.it/archives/immagini/Parlamentari%20Condannati.pdf

16 2 2006

Attivismo

Filed under: Politica universitaria, Op-Ed - aizram @ 11:48

La solita pappina moralista sulla partecipazione

Il 9 e 10 maggio ci saranno le elezioni studentesche… e non sto qui a spiegare l’importanza della rappresentanza studentesca, per liberare gli studenti dalla loro cronica passività e bla bla bla
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10 2 2006

Concorso Fotografico!!!!!!!!!

Filed under: In città - aizram @ 12:40

Anche quest’anno l’Asu propone il suo Concorso Fotografico… Stavolta il titolo è: “Faccia di…!”… copio e incollo il regolamento…

concfoto

L’iniziativa:

Padova è una città in cui la presenza degli studenti
universitari è molto forte.
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8 2 2006

Antonio abate

Filed under: Gastroculture - soupe @ 21:46

Il 17 gennaio la chiesa cattolica apostolica romana festeggia sant’antonio abate, protettore dei maiali.

Fino a metà del secolo scorso i frati antoniani lasciavano scorrazzare nei villaggi italiani i loro maiali, affinché la carità del popolo li ingrassasse (poi erano i monaci ad ingrassarsi).
Nel XV secolo, a Napoli, la processione di san gennaro fu travolta da un branco di maiali che liberamente circolavano per le strade partenopee.
Questo solo per dare un piccolo esempio di come il Credo del porco influenza il culto cristiano. Infatti esso, nel nuovo testamento, integra tra gli animali “mondi” il maiale: animale molto radicato nella cultura Romana della carne (Plinio “il maiale non è un animale, ma carne su zampe”), e poi perchè il cristianesimo doveva distinguersi dalle altre religioni, potendo così allargare il prorpio bacino di fedeli.

La vita ascetica del santo, tentato nel deserto, si confonde con la Cultura Popolare: ecco quindi che la figura del maiale, che nell’iconografia rappresenta le tentazioni carnali, diventa il protetto; poi sant’antonio si mescola con il mito di Prometeo e, con l’aiuto di un cinghiale, ruba il fuoco ai diavoli donandolo all’uomo; più in là c’è chi vede Lug dio della morte e della ressurezione custode della porta degli inferi assieme a un cinghiale.

Il culto popolare del maiale raggiunge l’apice d’inverno, quando le mani esperte del norcino trasformano il sacrificio del maiale in nuova vita, e l’umanita, in un moto di profondo rispetto, non ne butta via niente.
Uno strano caso di sacrificio: la vittima viene immolata a se stessa.
In alcune società le donne accettavano al proprio seno i piccoli del maiale, poi se ne staccavano per donarli al villaggio. Una sorta di amore che porta inesorabilmente a morte

Maia, la più bella delle ninfee, ad essa veniva dedicata la fertilità della primavera, ad essa venne dedicato il maiale.

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